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Andy


(Andrea Fumagalli)

Foto: Michael Frank


Andrea (Andy) Guido Fumagalli nasce a Monza il 18 ottobre 1971.
Ha due fratelli più grandi e sin da piccolo è il più vivace e ribelle dei tre; in casa c’è anche la nonna, che ama ricordare come un angelo custode molto importante.
Andrea resta in famiglia sino all’età di vent’anni, quando andrà a vivere da solo.
Dopo le scuole dell’obbligo si iscrive all’Istituto d’Arte in Villa Reale a Monza con l’indirizzo di grafica pubblicitaria e poi all’Accademia delle Arti Applicate di Milano che, in due anni, gli permette di avere una preparazione intensiva in Grafica e Illustrazione.
Entusiasta e motivato a scuola, alterna lo studio delle materie preferite all’ascolto in walkman dei Cure, Depeche Mode, Bauhaus e Virgin Prunes.
Da piccolo desidera avere uno skateboard ma il padre, preoccupato dall’americanismo crescente, decide di comprargli i pattini. Andy li usa per la prima volta all’età di sette anni alla Villa Reale di Monza: mentre la madre Virginia legge un libro seduta lo guarda esercitarsi e, soprattutto, fare le prime cadute. Andy oggi ricorda questo episodio con molta tenerezza.
La disciplina sportiva lo accompagnerà ancora per molto, infatti, dagli otto ai diciassette anni, Andrea pratica a livello agonistico il pattinaggio artistico, una disciplina sportiva che lui ricorda di avere intrapreso perché affascinato dai pattini a rotelle, che definisce una sorta di ali ai piedi. In qualità di pattinatore artistico, Andy partecipa a campionati italiani e a gare importanti.
Volteggi, salti e trottole affascinano molto il futuro artista che, della disciplina, ama soprattutto l’aspetto coreografico e l’interpretazione della musica. Anche nella scelta dei brani con cui accompagnare le esibizioni, Andy esprime la sua creatività scegliendo i Depeche Mode e facendo break dance sui pattini.
L’esperienza acquisita nel pattinaggio viene trasposta anche in alcuni video dei Bluvertigo, come in Fuori dal Tempo e in una scena del video di Iodio, in cui Andy indossa i pattini girando su se stesso senza l’ausilio di effetti scenici.
In futuro Andy diventa anche istruttore – ha inventato un metodo per insegnare i rollerblade – pratica che abbandona nel 1997 per i sopraggiunti impegni con i Bluvertigo.

Parallelamente alla musica, Andy si dedica alla pittura e, agli inizi degli anni ’90, fonda con Roberto Bottazzi, artista video e designer di gioielli, la Resethouse, una sorta di Factory – appartamento-laboratorio. Il nome “Reset” viene dato proprio per l’idea dello “spegnersi e riaccendersi” sotto il segno del continuo rinnovamento e della rigenerazione. Lo stesso Bottazzi firma alcuni video per il progetto Andory, che Andy intraprende assieme all’amico e performer Principe Maurice ed alla cantante Lisa Kant. Nel 1999 Andy compone per lo spettacolo teatrale La Winna, messo in scena da Federico Mazzi, e l’anno seguente realizza, assieme a Bochum Welt, con cui è nei Portamento, le musiche per lo spettacolo Gee, Andy! dedicato ad Andy Warhol. Si tratta di undici “quadri musicali” che vengono anche incisi su cd. La sua attività di compositore per lo spettacolo non si ferma e, a partire dal 2002, scrive le musiche per il balletto Corpo d’Opera per la Compagnia parmigiana Artemisdanza, rielaborando alcune arie di Giuseppe Verdi. Più tardi si occuperà della sonorizzazione di Danzadellaviatrice, da un testo futurista di Filippo Tommaso Marinetti. Al progetto partecipa anche il noto regista e light designer genovese Pepi Morgia.

Sempre nell’ambito musicale, nel 2002 Andy partecipa al disco Clonazioni. Tutti  pazzi per Rettore proponendo una versione particolarmente riuscita, riveduta e modernizzata di Estasy. Due anni dopo collabora al progetto Zerouno di Luca Urbani, cantando Io mi butto via e suonando il sintetizzatore e il sassofono. Un altro tributo lo vede coinvolto nel 2006, si tratta di ConGarbo, un doppio cd dedicato al “Bowie italiano” Renato Abate, nel quale Andy reinterpreta una delle canzoni di maggior successo del cantante lombardo, Il fiume. Sono molte le collaborazioni che, negli anni seguenti, vedono Andy, sempre molto richiesto, affiancarsi ad altri musicisti, come gli Offlaga Disco Pax nel 2007, Luca Urbani nel 2008 e nel 2009, gli Stardog nello stesso anno. Il 2009 è particolarmente prolifico per l’artista monzese, che il 30 aprile partecipa ad una splendida “Depeche Mode Night” cantando con gli Xelius Project all’Alcatraz di Milano. Il trio esegue alcuni brani del gruppo di Basildon, tra cui Leave in Silence e More Than A Party, da cui verranno realizzati due video. Il 15 luglio dello stesso anno Andy e il chitarrista Fabio Mittino portano dal vivo al locale milanese “Scimmie” il progetto Inspired by Sylvian-Fripp, nato dall’ammirazione per il cd First Day e per il tour Damage. Nel 2011 Andy fonda i Fluon, con i quali prosegue il lavoro iniziato a suo tempo per l’esordio da solista.

Il talento e la versatilità di Andy si convogliano in molte direzioni. Oltre ai dj set, in cui propone musica elettronica e wave anni ’80, il cofondatore dei Bluvertigo appare anche in tv come ospite di alcuni programmi musicali. Su MTV partecipa ad Absolutely 90s in veste di opinionista e “coloratore”, insieme a Giorgia Surina, Faso di Elio e Le Storie Tese ed i Phazze. La sua autoironia viene premiata quando la tv musicale lo chiama anche l’anno successivo per Absolutely Stars, il sequel. Andy torna in televisione nel 2008, in qualità di ospite alla seconda serata di Scorie, programma satirico di Rai Due condotto da Nicola Savino. Nello stesso anno, inoltre, affianca Morgan durante alcuni provini per il talent show X Factor. Sempre nel 2008 avviene il tanto atteso scongelamento dei Bluvertigo ed il co-fondatore parte in tour con Morgan, Sergio Carnevale e Livio Magnini per il Re-Tour. Nel 2010 Andy intraprende – con ottimi risultati – anche la strada del conduttore radiofonico. Ogni martedì sera è in diretta su Rock’n’Roll Radio con Andysmi, programma musicale infarcito di “sonorità in ordine sparso”, un appuntamento in cui propone la musica che lo ispira maggiormente, passando dai Depeche Mode ai Virgin Prunes, dai Kratfwerk ai Pet Shop Boys e, in perfetto dualismo, da Raffaella Carrà a Tony Renis. Anche il mondo del web si interessa al suo estro e il social network dell’arte Artfellas trasmette alcuni appuntamenti in cui Andy, in diretta streaming dal Fluon, mostra agli internauti come realizza i suoi dipinti. Nel gennaio 2012 nascono i FLUON, trio composto da Andy, Fabrizio Grigolo (synth, programmazione) e la chitarra elettrica di Fabio Mittino, diplomatosi ai corsi del Guitar Craft di Robert Fripp. Il loro primo singolo è “Naked“. La band intraprende tour nei club riscuotendo un ottimo successo, mentre ogni canzone è studiata per uscire sul mercato come un 45 giri accompagnato dal relativo video. Tra questi, “Polvere“, il rifacimento in chiave electro-pop della famosa canzone di Enrico Ruggeri, con cui i Fluon duettano. Qualche anno dopo ai tre si unisce Luca Urbani, ex Soerba, ed i Fluon danno vita al cd Futura Resistenza.

La Pittura

Nei primi anni ’90 Andy fonda la Resethouse con Roberto Bottazzi e inizia ad intraprendere il suo progetto artistico in questa “casa scapestrata che era un perfetto luogo di lavorazione, dove potevamo sporcare e provare qualsiasi cosa”. Nel 1997 Andy si sposta in un’altra casa, una ex fabbrica tessile monzese che chiama Fluon. In questa nuova “Factory” è affiancato da Fabrizio Grigolo e Thim Veraldi, il suo manager. “Fluon è una stazione creativa che si modula a seconda delle necessità. Può diventare un teatro di posa, uno spazio espositivo per creazioni e per performance di ogni tipo”. Non è facile ripercorrere tutte le tappe della carriera dell’Andy pittore; il suo percorso è variegato e costellato da continui balzi in avanti, migliorie sia nella tecnica che nelle modalità espressive e, conseguentemente, espositive.
Espone per la prima volta a Milano nel 1997. Nel 1999 e 2000 è alla collettiva Brescia Music Art e al Museo Revoltella di Trieste in occasione di Musiche Senza Suono, insieme ad altri pittori-musicisti. La sua prima mostra personale arriva dopo soltanto un anno a Cupra Marittima. Nel 2002 invece espone per Tubes Music Station a Legnano. Nello stesso anno, la collaborazione iniziata qualche tempo prima con l’artista Marco Lodola culmina nel progetto “Lodolandy”, una particolare sinestesia che documenta l’assidua collaborazione tra i due, nata, come loro stessi sostengono, “suonando i colori e dipingendo le note“. Lodola dà la forma, con i suoi soggetti classici, e Andy il colore con le tinte fluorescenti che, illuminate da lampade al wood, alterano la resa cromatica. In LodolAndy, Andy dipinge componendo gli elementi come su uno spartito musicale; il risultato di questo connubio viene esposto tra il 2002 ed il 2008 nelle città più disparate, da Sassuolo a Casalmonferrato, da Finalmarina a Pietrasanta, da Seregno alla Galleria del Palazzo di Firenze. Nel maggio 2006 Palazzo Coveri, a Firenze, ospita una personale di Andy alla Galleria del Palazzo. Nella primavera del 2008 Andy espone all’interno del Design District di Miami alla Art Fusion Galleries; nel dicembre dello stesso anno è nuovamente a Miami, ospite, fra gli altri, della famiglia Coveri, che ha installato alcuni sui quadri nel grattacielo di proprietà. Nel marzo 2009 l’artista collabora al progetto Red Bull Tourbus, curando l’ideazione grafica del mezzo e dando il suo personale tocco a chitarra e basso del videogioco musicale Guitar Hero. “Ho sempre pensato di progettare un mezzo di questo tipo, che fosse un mezzo di trasporto durante i tour e si trasformasse in un palco per suonare… finché mi sono accorto che Red Bull ha avuto (e realizzato!) questa mia stessa idea. – ha raccontato divertitoCredo sia un’opportunità veramente fantastica poter utilizzare il Tourbus”.  Nel maggio dello stesso anno Andy collabora nuovamente con l’amico Marco Lodola, sonorizzando “Balletto Plastico-Hangar” l’installazione luminosa dell’artista pavese al Padiglione Italia della 53° Biennale di Venezia. La sua esibizione, cui partecipa Syria, è un omaggio al Futurismo ed avviene tra le opere ispirate al Teatro di Fortunato Depero. A novembre, Andy vola ad Hong Kong, dove allestisce con 10 dipinti il padiglione Italia del Cosmoprof Asia, ottenendo ottimi riscontri di pubblico e di critica. Un mese dopo viene chiamato dalla Biennale di Firenze, alla quale partecipa con una videoinstallazione che mixa arti visive, pittura e multimedialità. Nel maggio 2010 dipinge una Fiat 600 in occasione del Fiat Open Lounge a Milano; il suo lavoro ottiene, ancora una volta, ampi consensi di pubblico. Uno dei momenti di maggiore spicco della carriera pittorica di Andy viene toccato nel luglio 2010, in occasione della mostra “It’s not only Rock’n’Roll baby“, alla Triennale Bovisa di Milano: l’artista monzese viene chiamato dal curatore, Jerome Sans, a rappresentare l’Italia con i suoi dipinti fluo; tra gli altri musicisti e pittori Peter Doherty e Lan Vega dei Suicide.
Durante i primi giorni del 2011 Andy vola a Dubai, India, dove espone in occasione della collettiva curata da Igor ZantiDadaumpop…The Italian New Pop”.

La creatività di Andy si esprime anche nel campo delle applicazioni: “remixa” gli orologi morbidi TOO LATE ralizzandone 5 versioni differenti, Poptech, Geishalook, Audiotrax, DN-Eyes, Sea of Sin. Per UKI International rivisita, a suo modo, le piastre per capelli in perfetto stile pop-fluorescente, e per NODIS realizza auricolari e cuffie in diversi stili.

Tra aprile e maggio 2011, Andy viene invitato dal Comune di Alassio per allestire la sua prima personale voluta da una istituzione, “Andy: Vitaoltrepop”.

Andy e i Bluvertigo

E’ il 1986, è uscito da poco Black Celebration dei Depeche Mode e a Monza, alla festa di compleanno di Francesco Masetto, Andrea incontra per la prima volta Marco Castoldi. Marco suona dei pezzi dei Duran Duran al pianoforte; quando inizia ad intonare i Depeche Mode, Andy si mette a fare i controcanti, le seconde voci di Martin Gore. Castoldi rimane piacevolmente stupito dalle doti di Andrea e nasce un’importante amicizia. Andrea ha 16 anni ed entra nella band di Marco, i Lizard Mixture, in qualità di ballerino di break dance, assieme ad un amico. Il brano sul quale ballano è un pezzo rap, Stickin’around, e ricalca da vicino Wham Rap degli Wham di George Michael ed Andrew Ridgely.
Dopo i Lizard Mixture, Andy fa parte, sempre al fianco di Morgan, degli Smoking Cocks insieme a Fabiano Villa, e successivamente dei Golden Age . I Bluvertigo nasceranno subito dopo la breve esperienza dei Golden Age.

Al Mauro Bellugi studio, la taverna di Marco, sono nate idee molto fresche, c’era un fermento creativo che Andy ricorda sempre con piacere.
Uno dei momenti più belli vissuti con Marco, dice Andy, è stato quello del “pianobarismo”, quando si esibivano in duo, piano, sassofono e due voci, presentando al Carlomagno di Monza un repertorio composto dai maggiori successi dei Queen, di David Sylvian, dei Duran Duran, Depeche Mode, ma anche di Elio e Le Storie Tese.

Oriana Mariotti


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