prospettivabluvertigo.it

Marco Pancaldi (1992-1997)


Foto: Fabrizio Grigolo


Marco Pancaldi inizia a suonare la chitarra da bambino, al doposcuola delle medie, incoraggiato dalla madre che forse ha intuito nel figlio la sensibilità del musicista.

Dopo un anno di studio di chitarra classica con il maestro Claudio Farina in Toscana, dove la famiglia si è trasferita da Genova, cominciano ad emergere i primi interessi musicali che spaziano dal folk-rock di Bennato al progressive di Jethro Tull e Pink Floyd ma è con l’arrivo della prima chitarra elettrica (una Guild semiacustica M-75, corredata di amplificatore Steelphon e pedali Jen Fuzz e Ibanez Phase Tone) che P. comincia il suo personale apprendistato sullo strumento, praticamente da totale autodidatta (“anche se l’impostazione tecnica della chitarra classica mi è risultata molto utile”, dice).

Autodescrizione del P. ragazzino: “Un tipo piuttosto riservato, che legge Dracula e Frankenstein e fumetti Marvel, gioca a Subbuteo da solo e suona la chitarra”. Autodescrizione del P. giovane: “Sostituito il Subbuteo con i pedali da chitarra e i fumetti Marvel con Guitar Player e altre riviste di chitarre – Dracula è rimasto”.

Presa la Maturità Classica al liceo Zucchi di Monza, si iscrive all’Università Statale di Milano, dove si laureerà in Scienze Politiche con la tesi di Sociologia “Musica dal vivo: rituali di partecipazione nei concerti rock”.

Intanto coltiva la passione per la musica e dopo gruppi e gruppetti vari, nel 1987 esce primo disco, “Sentimento”, con la casa discografica EMI.

Nel frattempo si appassiona all’elemento tecnologico che è il fondamento degli strumenti musicali moderni: diventa un esperto di liuteria, elettronica, registrazione e manipolazione del suono. Comincia a modificare le sue chitarre, i pedali e gli amplificatori, che sono sempre e tipicamente “smontati per modifiche”.

Dall’inizio e fino alla metà degli anni novanta P. è nella formazione originaria dei Bluvertigo, con cui realizza due CD, alcuni video e molti concerti.

Nello stesso periodo consolida i rapporti di collaborazione con vari produttori dell’area milanese (tra cui ama ricordare Roberto Colombo e Mauro Pagani), contribuendo a dischi e sonorizzazioni pubblicitarie.

Lasciati i Bluvertigo nel 1996, continuerà l’attività musicale in studio e dal vivo con vari altri artisti tra cui Franco Battiato, Alice, Antonella Ruggiero, Nada.

Nel 2009 e 2010 ha il ruolo di sound designer e curatore del suono negli allestimenti degli spettacoli Videntes Stellam e La Mirabile Historia dei Tre Re, presentati a Milano nella storica Basilica di Sant’Eustorgio.

Attualmente continua ad occuparsi di musica e strumenti musicali, scrive per riviste di settore, suona da solo e in un duo di musica d’ambiente (che preferisce definire “musica sacra contemporanea”) chiamato Dolphinsafe.

Pancaldi e i Bluvertigo

Pancaldi e Castoldi si incontrano nel 1990 nel negozio Ricordi di Monza, allora l’unico rivenditore di strumenti musicali in città.

Scoperto un background musicale comune nei dischi di Bowie, Pink Floyd, Duran Duran e Depeche Mode i due cominciano a considerare la possibilità di far musica insieme.

All’epoca Morgan e Andy, insieme a Fabiano Villa, hanno un contratto discografico come Golden Age ed è appena uscito il primo album del gruppo. Il progetto però, dopo l’entusiasmo iniziale, fatica a crescere, e le occasioni di suonare dal vivo sono davvero rare. Una prima idea di collaborazione vede coinvolto P. come chitarrista live dei Golden Age: questo inizio evolve rapidamente dando origine ad alcuni concerti “a tema” (che oggi si chiamerebbero Tribute). Nel periodo 1990-92 si realizzano un paio di “Serate Bowie”, una “Serata Queen” ed un paio di esibizioni  cittadine con il nome di Golden Age.

Pancaldi e Castoldi, intanto, lavorano al progetto First Light/PrimaLuce, un concept-album ideato da Morgan cui Pancaldi aggiunge le parti di chitarra.

Il progetto prende altre direzioni ed è nuovamente coinvolto Andy nella realizzazione di alcuni demo, in una prima fase con testo in inglese per poi decidere di provare a cantare in italiano, arrivando infine a confezionare tra il 1992 e il 1993 un demo-tape autoprodotto dal titolo Note del poeta Fingitore, firmato con un nuovo nome: Bluvertigo.

L’audio-cassetta contiene 14 brani ed è registrata e mixata da Pancaldi nella tavernetta di casa Castoldi, con un registratore Tascam otto tracce a cassette e una manciata di apparecchiature MIDI pilotate da un computer Atari ST1024, il tutto mixato in master stereo su DAT.

Il futuro primo album dei Bluvertigo, Acidi e Basi, comincia a prendere forma in questa prima versione autarchica e casalinga. La versione “ufficiale” riproporrà diversi brani in modo molto fedele alla versione autoprodotta, e molte tracce di chitarra saranno addirittura riversate integralmente dal multitraccia originale a cassette sul 32 tracce digitale utilizzato per il disco.

Oriana Mariotti (Grazie a Marco Pancaldi)


_____________________________________________________________________________________

Tutti i testi e la presentazione grafica presenti nel sito web www.prospettivabluvertigo.it sono di proprietà dei rispettivi autori. La copia a scopo divulgativo è consentita, previa citazione della fonte (autore/i e indirizzo URL). Ogni ulteriore utilizzo del materiale presente nel sito, senza il permesso scritto del/degli autore/i, è vietato.





Credits | Disclaimer