<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Prospettiva Bluvertigo</title>
	<atom:link href="http://www.prospettivabluvertigo.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.prospettivabluvertigo.it</link>
	<description>Ciò che sta nel mezzo in genere è virtù.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 13:09:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Friends of mine – Andrea Pezzi</title>
		<link>http://www.prospettivabluvertigo.it/2012/05/friends-of-mine-andrea-pezzi/</link>
		<comments>http://www.prospettivabluvertigo.it/2012/05/friends-of-mine-andrea-pezzi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 16:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.prospettivabluvertigo.it/?p=3989</guid>
		<description><![CDATA[Intervista di Oriana Mariotti
&#160;
Alcuni estratti audio

Tu e i Bluvertigo avete lavorato spesso assieme e si può dire che forse, televisivamente parlando, tu sia stato un po&#8217; il loro “talent scout”.
Li ho conosciuti a Londra, quando sono stati ospiti di una puntata di HOT, il primo programma che feci su Mtv. Loro erano appena nati, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista di Oriana Mariotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni estratti audio</p>
<p><img style="float: left; margin: 18pt 16pt 4pt 0;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/bnc300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><br />
<strong>Tu e i Bluvertigo avete lavorato spesso assieme e si può dire che forse, televisivamente parlando, tu sia stato un po&#8217; il loro “talent scout”.</strong></p>
<p>Li ho conosciuti a Londra, quando sono stati ospiti di una puntata di <a href="http://www.prospettivabluvertigo.it/video/tv/">HOT</a>, il primo programma che feci su Mtv. Loro erano appena nati, al primo album. Circolava voce che ci fosse questo gruppo di ragazzi giovani di Monza, dissi alla produzione: “portiamo gruppi nuovi, facciamoli venire su a Londra” e fecero una puntata. L&#8217;ambiente londinese, poi, era molto divertente per cui, una volta lì, si faceva la trasmissione e poi si andava assieme a cena, si faceva amicizia; ho legato molto in particolare con Marco infatti, quando sono tornato in Italia a fare i primi programmi, l&#8217;ho chiamato come spalla a <a href="http://www.prospettivabluvertigo.it/2010/12/andy-e-morgan-tokusho-mtv-1998/">Tokusho</a>. Marco aveva questo talento istrionico, possedeva il senso dello spettacolo; come musicista non posso giudicarlo ma dal punto di vista puramente televisivo è uno che funziona e la sua storia lo racconta in modo inequivocabile.<br />
Sono stato con lui più volte proprio perché si era creato un feeling rispetto al mio mestiere.</p>
<p><img style="float: left; margin: 18pt 16pt 0 0;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/tokusho300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /><br />
<strong>Anni più tardi hai richiamato Morgan anche per Il Tornasole, un ottimo programma andato in onda su Rai Due. </strong></p>
<p>Sì, ho provato a ricostruire la coppia anche al Tornasole e devo dire che ha funzionato, mi sono divertito moltissimo e credo anche lui. Quello era certamente un programma particolare, l&#8217;unico tipo di genere televisivo che ancora non avevo esplorato e che mi interessava prima di appendere la televisione al chiodo. Lui è venuto ma erano cambiate tante cose, era entrato in una età adulta, quella che anche per me rappresenta il periodo in cui il dado è tratto, e sono più definite le scelte di vita, le cose che vuoi fare e lo stile con cui le fai. Quindi è chiaro che, poi, il suo esodo è stato quello di diventare una maschera, la maschera che X Factor ha consacrato e che peraltro è un po&#8217; distante al mio gusto da quello che, secondo me, lui avrebbe dovuto e potuto fare quando, nei primi anni, parlavamo e dicevamo che cosa bisogna fare con la televisione. La trasformazione di quella creatività e di quella voglia di cambiare il mondo in cinismo a me non ha mai toccato, infatti ho cercato altri luoghi dove continuare a costruire cose diverse. A mio avviso lui invece, purtroppo, si è dedicato alla televisione in modo diverso. Nonostante si sforzi di dire “la musica in televisione bisogna farla”, si capisce che quella non è acqua sua, è un pesce salato in un laghetto divertente. Per carità, X Factor è un bel programma, che però secondo me ha un respiro un po&#8217; stretto rispetto a quello che Marco all&#8217;inizio avrebbe potuto dare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Certamente ha lasciato in stand by il gruppo ed ha fatto una decisa virata.</strong></p>
<p>Lì il problema è prosaico, molta è questione di soldi. Quando hai un gruppo, fai i concerti e le date le dividi per tre, per quattro, diventa un po&#8217; più faticoso andare avanti, a meno che non fai il salto di qualità, ma nella dimensione italiana è sempre difficile per un gruppo continuare ad esistere. Sono pochi i gruppi che resistono ed i problemi economici hanno la meglio.</p>
<p><img style="float: right; margin: 20pt 0 2pt 10pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/mtvday300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /><br />
<strong>C&#8217;è anche da dire però che i Bluvertigo un “salto di qualità”, se ce ne fosse bisogno, lo hanno fatto, hanno vinto il Best Italian Act agli Mtv Awards, quindi un riconoscimento “ufficiale” è arrivato, un gradino è stato salito. </strong></p>
<p>Io credo che i Bluvertigo fossero veramente un gruppo straordinario perché c&#8217;era un equilibrio, una identità, avevano una loro unità tra le loro diverse anime. In particolare io ricordo con affetto Andy che, dal mio punto di vista, è quello che aveva un segno creativo più forte – lo dico ovviamente con grande rispetto nei confronti di tutti gli altri. Andy, da qualche parte, è fatto come sono fatti gli Artisti. Lo dico non perché io sia un fan degli “artisti” ma lui, tra quelli più o meno “malaticci” che il sistema vende, è un Artista. Marco è, secondo me, molto meno artista di quanto non voglia credere e non voglia far credere, e con questo non gli faccio un dispetto, nel senso che io non sono, ribadisco, un fan di questo genere di artisti. L&#8217;insieme dell&#8217;intelligenza e dell&#8217;intuito di Marco e dell&#8217;artisticità di Andy creava, con gli altri che erano un po&#8217; i basamenti razionali e un po&#8217; più normali del gruppo, un equilibrio che faceva dei Bluvertigo un gruppo onestamente molto più originale di qualunque sua propaggine individuale.</p>
<p><img style="float: right; margin: 18pt 0 2pt 10pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/boa300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /><br />
<strong>Tra i tanti momenti, personali e lavorativi, che hai passato con loro, c&#8217;è qualche fermo immagine per te più prezioso di altri?</strong></p>
<p>Ne ho a bizzeffe (dice ridendo), io ero il quinto Bluvertigo&#8230;<br />
Per portarli ad Mtv, checché se ne dica, ho dovuto discutere, perché non era così ovvio che dovessero entrarci. In generale questo vale per loro, per i Subsonica e per tutti quei movimenti che soltanto dopo sono stati consacrati ma che nella prima fase erano veramente un problema perché non erano ancora forti, le case discografiche spingevano ancora i grandi papaveri del passato. Poi c&#8217;erano quelli come me. Ma credo di essere stato quello più interessato in questo senso perché un altro collega molto attivo era Enrico Silvestrin che, però, era attento alla musica straniera, mentre io spingevo i giovani italiani. Chiaramente, da quando sono venuti ad Mtv, i Bluvertigo hanno iniziato a vendere molte più copie di prima. Li ho invitati anche quando sono andato a Rai Due [ndr. a <a href="http://www.prospettivabluvertigo.it/video/tv/">Serenate</a>]. Ci fu questa&#8230; surreale apparizione dei Bluvertigo in diretta in prima serata il sabato sera quando, a quei tempi, erano ancora una cosa da centro sociale; vederli in prima serata in quella rete era quanto di più postmoderno – per usare i termini che si usavano allora – si potesse immaginare. E&#8217; stato divertente perché in quella circostanza, senza dovere far prove né ragionare su nulla, Marco e Andy mi presero per il braccio in diretta e mi fecero fare il balletto con loro ed io sono riuscito &#8211; non so ancora oggi come mai e come ho fatto &#8211; a fare i passi che facevano loro come se lo avessimo provato!</p>
<p><img style="float: left; margin: 20pt 16pt 0 0;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/serenateballetto_300x221.jpg" alt="" width="300" height="231" /><br />
<strong>Il balletto è venuto benissimo.</strong></p>
<p>E&#8217; venuto bene ma, ti garantisco, non c&#8217;era niente, niente, niente di provato. Era totalmente una estemporanea, uno scherzo – del cacchio, peraltro – che mi hanno fatto loro e che io sono riuscito, in qualche modo, a far credere fosse una gag preparata.<br />
Questo è un ricordo, ma ne ho tanti personali. Molti i momenti con Marco, perché con lui avevo un rapporto umano molto forte. In un certo periodo ragionavo molto con lui delle cose della vita. Ricordo un pranzo in cui dovevamo parlare di certi argomenti e lui mi portò sua sorella dicendomi: “se mi convinci mia sorella, allora cambio idea anch&#8217;io”. Lì ho capito che non si poteva veramente fare nulla perché&#8230; è uno che ha sempre dato la priorità agli affetti del cuore, ed anche se fa finta di essere uno strano è molto più “sentimentaloide” di quanto siamo disposti a credere. Gli voglio molto bene ancora oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Siete ancora in contatto?</strong></p>
<p>E&#8217; un po&#8217; che non lo sento, anche perché credo veramente che le nostre vite abbiano preso strade diverse e non ci sia un granché da dire. Le cose che potrei dirgli sono cose che, secondo me, lui non vuole sentirsi dire e io non ho neanche voglia di dirle.<br />
Il tempo fa fare strade diverse, poi ognuno fa i conti con se stesso e se lui è felice è la cosa più importante.</p>
<p><img style="float: right; margin: 18pt 0 2pt 10pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/bacio300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /><br />
<strong>All&#8217;epoca si parlava molto di voi due, a partire dal famoso bacio coreografico in tv.</strong></p>
<p>(Ride) Quello fu divertente perché quando Marco mi ha dato quel bacio a Tokusho io non me l&#8217;aspettavo e mi dicono – io ho poi rivisto la trasmissione un paio di volte – che ho fatto inequivocabilmente la faccia di uno sorpreso. Ma ero anche sorpreso del fatto che il bacio di un uomo non fosse tanto dissimile da quello di una donna! Mi fa tenerezza l&#8217;Andrea di quegli anni, quando rivedo certe cose mi dico: “ma questo ragazzino, che tipo era?”. Ero un foglio di carta bianco, di una trasparenza veramente notevole, lo riconosco e, ripeto, mi faccio tenerezza. Nella trasmissione si è vista anche questa emozione negli occhi e da lì è nata la leggenda che io e Morgan eravamo fidanzati. Ovviamente non è vero, è vero che siamo collegati da una strana storia sentimentale; l&#8217;omosessualità, diciamo, non praticata è una costante nella vita delle persone intelligenti, nel senso che l&#8217;attrazione verso lo stesso sesso, da un punto di vista intellettuale, è comprensibile. Fisicamente è una scelta, un gusto, non entro nel merito, io non lo vivo perché mi sembra una ripetizione biologica di me stesso e preferisco la diversità. Invece in questo moto mi sono accorto che ci sono delle somiglianze; io mi sono messo con Claudia Pandolfi in quegli stessi anni e proprio poco dopo lui si è messo con Asia Argento, soltanto che, come ho detto spesso a Marco quando ci siamo sentiti poi, lui la “vertigo”, la vertigine, l&#8217;ha vissuta in modo totale, ci è caduto dentro, io invece ci ho buttato un occhio e mi sono defilato quando ho visto che le cose non si mettevano bene. Lui in questo senso è una rockstar, io invece sono semplicemente uno che cerca di capire che cosa è il bene per lui e che cosa non lo è. E quando trova una cosa che è bene ci entra dentro, quando non lo è gira le spalle e se va.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E&#8217; una questione di diversità.</strong></p>
<p>Si, io sono felice di aver capito che in fondo non sono diverso da un albero, nel senso che secondo me la vita chiama se stessa. Non ho mai capito &#8211; e questo è stato uno degli argomenti di grande discussione con Marco e Andy – che tipo di attrazione ci fosse in un certo tipo di depressione. Depressione che, finché sei giovane e la vita pompa dentro di te in modo importante, allora puoi fare quasi tutto e c&#8217;è questa specie di consumazione che Kurt Cobain chiamava, nella canzone “Smells like teen spirit”, il profumo che viene fuori quando i giovani si bruciano. Poi però quando a un certo punto la vita ti dice: “bene, adesso dovresti aver imparato qualcosa, vai avanti e la vita costruiscitela da solo”, un passaggio di maturità che tutti dobbiamo affrontare, è evidente che devi essere coerente con le scelte buone, non con quelle cattive perché dopo diventi semplicemente un buffone se non entri dentro a una regola di vita sensata oppure ti consumi.</p>
<p><img style="float: left; margin: 18pt 10pt 0 0;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/scimmia300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /><br />
<strong>A questo proposito ricordo bene una puntata del Tornasole, quella dedicata alla tossicodipendenza, ricordo l&#8217;esibizione di Morgan con “Scimmia” di Finardi e ricordo anche un momento delicato che si era creato fra voi due.</strong></p>
<p>Brava. Quella è stata l&#8217;ultima puntata che non a caso ha fatto Marco e lì si è un po&#8217; risentito ma non potevo consentirgli, in televisione, nel mio programma, di prendere una posizione che, ribadisco, un ragazzo non capisce, lo capisce quando è troppo tardi che è una gran cazzata. Non volevo essere bacchettone, ho provato semplicemente a dire che anche la prosopopea del male è noiosa, non che non sia attraente e faccia male, se fosse divertente in qualche modo, per carità, viva lo spettacolo, ma la prosopopea dell&#8217;anti-vita, dell&#8217;autodistruzione è proprio noiosa, per me; su altri probabilmente un po&#8217; di fascino lo ha. Del resto io sono fatalista, sono convinto che, se uno si deve far male, se non lo fa in un modo, lo farà in un altro, tutti i nostri tentativi formativi ed educativi valgono fino a un certo punto e soprattutto non si risolvono con i mezzi di comunicazione di massa. Anzi, io sono uno di quelli che in questo momento tifa per la televisione brutta, perché più diventa brutta la televisione più in realtà si creano spazi di positività fuori da quella.</p>
<p><img style="float: right; margin: 18pt 0 1pt 10pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/tiziana300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><br />
<strong>Può essere, c&#8217;è anche però chi dice che la televisione spazzatura viene vista da chi non può fare che peggiorare, ma qui approdiamo sui altri lidi&#8230; In molti, vedendo i video di <a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PLECE897A65A52E975">Tiziana</a> piuttosto che quelli di <a href="http://www.prospettivabluvertigo.it/video/tv/">30 Ore per la vita</a>, ci hanno chiesto: “Ma Andrea Pezzi cosa sta facendo, tornerà a Mtv?” Ci teniamo a dare risposta anche a queste curiosità. Perché hai lasciato la TV? Com&#8217;è andata?</strong></p>
<p>Ho scritto un libro per raccontare questa mia scelta, “Fuori programma”, pubblicato da Elisabetta Sgarbi, cara amica anche di Marco. Racconto esattamente cosa è successo: è successo che mi sono annoiato, che è stata una parte della mia vita, come altre, come quando giocavo nella stanza dei giocattoli da bambino e poi ho smesso. La televisione per me ha un orizzonte di evoluzione che nella mia esperienza è stato coperto. Quello che potevo capire in quegli anni l&#8217;ho capito. E poi sono fatto così, non riesco a stare due volte in una stessa scelta perché poi mi annoio, perché quando una cosa mi deve insegnare qualcosa, una volta che me l&#8217;ha insegnata la lascio, non riesco a rimanere fermo. La televisione, che è un mercato, un luogo di lavoro, è una scelta. Quando hai capito che quella magia non c&#8217;è più, che è tutta un&#8217;enorme costruzione di mercato, di “pupazzi”, di stereotipi, di cazzate che devi fare come in qualunque altro mestiere peraltro, ti viene da chiederti se puoi fare qualcosa di qualitativamente superiore, che serva un po&#8217; di più e, soprattutto, ti consenta di affrontare problemi più complicati, come costruire un&#8217;azienda. Capire veramente cosa voglia dire dare del lavoro a delle persone entrando nel merito della legge sul lavoro, fare un business plan, essere coerenti anche dal punto di vista di tutti quei mestieri che io davo per scontati come raccogliere la pubblicità, sapere cosa vuol dire. Ad un certo punto mi sono incuriosito di tutto quello che girava attorno a quel mercato perché volevo allargare la mia esperienza, l&#8217;ho fatto e continuo a farlo. Oggi, devo dire, sono felice perché dopo tutte queste esperienze sto finalmente capendo qual è quella che mi piace di più. Sono felice di aver avuto il coraggio di buttare sempre via tutto per ricominciare perché sennò non avrei trovato l&#8217;indirizzo giusto.</p>
<p><img style="float: left; margin: 18pt 16pt 2pt 0;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/fuori300x228.jpg" alt="" width="300" height="266" /><br />
<strong>Si, ci vuole il coraggio per farlo. Ovo è una bella “creazione”, una idea che hai fatto diventare realtà.</strong></p>
<p>Se ti devo dire la verità, non è neanche Ovo la risposta. Ovo fa ancora parte di questo percorso, la risposta è quello che farò dopo e sto cominciando pian piano a costruire. Sono fatto così, ed è sempre stato così in tutte le cose che ho fatto. Quando sono andato a Mtv sono partito, avevo un po&#8217; di soldi in tasca guadagnati facendo l&#8217;animatore in discoteca ed ho speso tutto quello che avevo per mantenermi a Milano e lavorare gratis a Radio Deejay. Ho investito tutto quello che avevo ed ho sempre fatto tutto buttando il cuore, me stesso e il portafoglio oltre l&#8217;ostacolo, sapendo che alla fine ce l&#8217;avrei fatta. Nelle nove vite che ho vissuto, grazie a fortuna, determinazione, caparbietà e, forse, ad un briciolo di umiltà, sono sempre riuscito ad arrivare dove volevo, con fatiche inenarrabili che oggi ricordo con una dolcezza infinita. L&#8217;umiltà serve perché devi stare molto con le “piume pettinate” per riuscire ad imparare cose nuove, dando per scontato che tutto quello che prima ti aveva dato successo ora non serve più a nulla e devi ricominciare da zero.</p>
<p><img style="float: right; margin: 18pt 0 1pt 10pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/kitchen300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /><br />
<strong>C&#8217;è da ammettere, in appendice a quanto tu dici, che la televisione è cambiata e lo stesso Mtv non fa più e non dà più la possibilità di fare programmi come quelli che facevate voi. Tantissime persone non hanno fatto altro che ricordarlo e sottolinearlo: “una volta era bello guardare questi programmi, erano fantastici, ora non ci sono più”.</strong></p>
<p>Una volta c&#8217;era la fase nascente di Mtv e non c&#8217;erano regole. Io ho lasciato Mtv proprio perché Campo Dall&#8217;Orto, che giustamente faceva il suo mestiere di manager [ndr: Antonio Campo Dall'Orto è stato direttore generale di Mtv Italia dal 1997 al 1999 e amministratore delegato di Mtv Sud Europa fino al 2001], ha dovuto fare una scelta di tipo industriale ed ha dovuto far diventare Mtv un&#8217;azienda grossa. Mtv è diventata un&#8217;industria all&#8217;italiana che compete, che prende un target, che è quello segmentato dopo Disney Channel, prima di Italia Uno, e sono entrate tutta una serie di logiche che da una parte detestavo ma che dall&#8217;altra mi affascinavano. Questo perchè dicevo: “è un mondo, non mi piace però devo conoscerlo”, quindi in me c&#8217;era una sorta di ambivalenza: mentre ero riottoso e facevo di tutto per mollare il colpo, facevo fatica a lasciare il mio successo. In realtà ho fatto anche un po&#8217; in modo che fosse lui a lasciarmi, non lo nascondo, e credo di averlo fatto in modo cinico ma lucido perché era l&#8217;unico modo in cui avrei potuto ricominciare da capo. Mtv ha fatto l&#8217;evoluzione che fanno le cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E&#8217; stato un passaggio che, in un modo o nell&#8217;altro, piaccia o non piaccia, ha fatto un po&#8217; da spartiacque tra due diverse generazioni. Ma tu ami il cambiamento.</strong></p>
<p>Sì, a me per indole piacciono le cose nascenti, sono l&#8217;uomo delle fondazioni, ho sempre fatto cose che nascono, mi piace quando le cose “diventano”, sono felice di vedere le cose che vanno, mi piace anche scegliere le persone che possano continuare il cammino. Però, se quella passione e quella voglia di creatività vengono meno, io me ne vado insieme a loro. Mtv ha fatto il suo corso e oggi è un&#8217;altra cosa, molto interessante, che sta e si è inserita nel panorama televisivo come il tassello di un puzzle. Prima, invece, era una novità che non si sapeva come posizionare. In quegli anni era molto divertente sia vederla che farla, anzi: farla non era divertente, era divertente fare quello che facevo io. Mtv non ha mai avuto un&#8217;identità, ha avuto la mia identità quando io facevo i miei programmi, così come ha avuto l&#8217;identità degli altri conduttori che l&#8217;hanno fatta. Era un insieme di persone, di individui dai quali sono nati altri personaggi che hanno cercato di approssimarsi a quello stile perché con quello stile sono cresciuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Grazie ad Andrea Pezzi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: right; margin: 20pt 0 10pt 15pt;" src="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/bio300x228.jpg" alt="" width="228" height="300" /><br />
Appassionato di cultura umanista, studioso di filosofia e scienze politiche, una laurea in psicologia, Andrea inizia il proprio percorso professionale in televisione all’età di 23 anni approdando a MTV Networks proprio nel momento in cui la rete viene lanciata in Italia. Dal 1997 al 2002, il contributo di Andrea come conduttore, regista, autore e produttore in MTV è notevole, sia in Italia che all&#8217;estero, tanto che Andrea ne diventa il personaggio simbolo.</p>
<p>Nel 2001 Andrea inaugura un nuovo capitolo della propria vita professionale diventando giornalista e conduttore di programmi d’informazione e intrattenimento per la televisione nazionale italiana (RAI). Sempre in questo periodo, Andrea è consulente di comunicazione per numerosi brand internazionali focalizzati sul target giovanile e comincia a collaborare per alcune Università milanesi e romane tra cui lo IULM e La Sapienza.</p>
<p>Dal 2002 al 2006, Andrea unisce alla sua attività di consulente anche quella di opinionista gestendo una rubrica settimanale per “Il Sole24 ORE” e in questi stessi anni soggiorna a lungo in vari Paesi d’Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina per lavorare alla produzione di una serie di documentari sulla cultura, l&#8217;economia e la religione delle nazioni emergenti.</p>
<p>Nel 2006, mettendo a frutto le proprie esperienze in campo televisivo, produttivo, autoriale e di mercato, Andrea ha l&#8217;intuizione di creare la prima video enciclopedia del web. L&#8217;impresa è ambiziosa ma Andrea riesce nel suo intento. Nasce così OVO, un’azienda innovativa ormai avviata sul mercato come uno strumento unico di comunicazione e informazione per tutte le piattaforme digitali.</p>
<p>Nel novembre 2009, Bompiani ha pubblicato &#8220;Fuori Programma&#8221;, un libro in cui Andrea racconta il suo viaggio culturale ed esistenziale&#8230; come in un diario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<link rel="image_src" href="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/04/boa300x223.jpg" />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.prospettivabluvertigo.it/2012/05/friends-of-mine-andrea-pezzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.prospettivabluvertigo.it/wp-content/uploads/2012/05/PEZZI-OK.mp3" length="5771757" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>


